Dal 26 al 28 marzo al Festival dell’amministrazione condivisa, giunto alla sua seconda edizione, ci sarà anche l’Uisp per approfondire il ruolo dello sport sociale e per tutti per contribuire alla diffusione dell'idea di amministrazione condivisa sui territori. Il Festival si terrà ad Assisi e sarà un’occasione di incontro per le comunità che si prendono cura dei beni comuni: enti pubblici, organizzazioni del terzo settore, associazioni, enti filantropici, scuola, università e cittadini attivi.
L'Uisp sarà protagonista nella mattinata di venerdì 27 marzo, con l'evento "Lo sport che sviluppa comunità". Perché l’Uisp ha deciso di partecipare? Lo abbiamo chiesto a Massimo Aghilar, responsabile Politiche per i beni comuni e periferie Uisp nazionale: “L’Uisp è un soggetto attivatore di reti ed essa stessa è rete associativa. L’ibridazione delle alleanze è centrale, più lo sono e più sono importanti per migliorare le comunità nelle quali viviamo – risponde Aghilar – e quindo più sono più capaci di incidere e portare cambiamento".
"Penso alle reti di alleanze con scuole, associazioni di cittadini e di categoria, corpi intermedi, asl e forze sociali. Alleanze capaci di aggregare soggetti, anche diversi tra di loro, intorno alla possibilità di sviluppare comunità felici. Dal microterritorio al macroterritorio, le alleanze sono strategiche. Se l’obiettivo è quello di risollevare le sorti di una piccola comunità, di un quartiere, c'è bisogno di reti di vicinato, di prossimità. Se devo costruire alleanze più grandi ho bisogno di creare reti con soggetti che se ne occupano a largo raggio, dalle amministrazioni comunali all'Anci, al Forum del terzo settore, dalle Regioni alle Fondazioni”.
L’amministrazione condivisa non è solo un modello amministrativo ma una leva per attivare processi di cittadinanza, partecipazione, solidarietà ed emancipazione. I patti di collaborazione e gli altri strumenti collaborativi diventano, così, incubatori di esperienze che mettono al centro la comunità come soggetto capace di prendersi cura dei luoghi, di sé e degli altri. Qual è il valore aggiunto che lo sport sociale e per tutti porterà all’evento?
“Lo sport crea trasversalità culturali e sociali, rappresenta un’infrastruttura sociale di prossimità grazie alla diffusione delle centomila società sportive e asd che sono un volano di socialità e relazioni tra le persone, le attivano e le aggregano intorno ad obiettivi concreti che riguardano la vita quotidiana di tutti. Inltre lo sport di per sè è un bene comune. Una palestra di democrazia, un dispositivo fatto di regole, i cittadini imparano a gestire i conflitti, le emozioni, le frustrazioni. Le relazioni che si creano generano comunità temporanee che possono diventare permanenti, come può essere un corso di pilates o uno di danza. Si parte dalla possibilità di fare escursioni fuori porta tutti insieme e si arriva al risultato di costruire comunità di interesse che dialogano con le istituzioni e sviluppano possibilità di creare nuovi servizi pubbici collaborativi e amministrazione condivisa con gli enti locali. Partendo dai bisogni di ogni singola persona: pensiamo alla possibilità di creare servizi di mutuo aiuto tra le mamme lavoratrici o la cura di spazi pubblici per bambini e per anziani, o doposcuola. In questo modo un posto abbandonato e disabitato può trasformarsi in un posto bello. A Torino ad esempio via Cumiana, nel quartiere San Paolo, vicino al centro storico della città, grazie ad un gruppo di persone che si è rimboccato le maniche è stata rigenerata uno spazio verde e restituita alla collettività. Tutto è nato dalle nostre attività che hanno coinvolto ragazzi ed anziani in quel quartiere”.
Che cosa avverrà venerdi 27 marzo con il workshop "Lo sport che sviluppa comunità" organizzato dall’Uisp nell’ambito del Festival?
“Ai partecipeanti al laboratorio proporremo di attivivare un network intorno all’associazionismo territoriale generato proprio dallo sport sociale e per tutti. Cercheremo di interrogarci sul come fare e perchè. Ovvero come lo sport può concretamente diventare una infrastruttura abilitante per attivare le persone in processi e generare valore pubblico nelle tante forme possibili. Un contributo concreto che lo sport può conferire a modelli di innovazione sociale attivando nuove forme di collaborazione che si ispirano sussidiarietà. Lo dice l’art. 118 della Costituzione”.
Il Festival dell’amministrazione condivisa è promosso dal Comune di Assisi, Labsus - Laboratorio per la sussidiarietà, Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Perugia, con il contributo della Regione Umbria e della Consulta delle Fondazioni Umbre e il patrocinio di ANCI Umbria. (a cura di Ivano Maiorella)